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Il blog della Filatelia Negrì, aggiornamenti, offerte, notizie, commenti e divagazioni sul mondo della filatelia e del collezionismo in genere.

Street Art per il nuovo francobollo Vaticano. Ecco chi è l’autore (ignaro) dell’opera

IL NUOVO FRANCOBOLLO CELEBRATIVO DELLA PASQUA 2020, UNA RIELABORAZIONE FORMATO POSTER DELL’ASCENSIONE DI HEINRICH HOFMANN. LA SANTA SEDE DIMENTICA PERÒ DI RINTRACCIARE E CITARE L’AUTORE, L’ARTISTA ALESSIA BABROW.

Lunedì 7 maggio a Cinisi l’annullo speciale per il 40° di Peppino Impastato

Lunedì 7 maggio 2018, dalle ore 11:00 alle 17:00, a Cinisi (Pa), presso “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”: Annullo filatelico dedicato al “40° Anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato.

Si terrà anche la proiezione del video “La Cartolina” di Giulio Guerrieri, in collaborazione con gli studenti del Liceo Legnani di Saronno (Va) e del Liceo Beccaria di Milano, presso l’ex casa Badalamenti.

Contemporaneamente, in Piazza Vittorio Emanuele Orlando, stand, laboratori e animazione a cura delle Associazioni aderenti al 40° Anniversario. Dalle ore 16, Laboratori per ragazzi a cura di Roberta Balestrucci: “Imon” (dai 9 anni) e “Ken Saro” (dai 14anni).

Filatelia Negrì sarà presente all’evento con una cartolina stampata per l’occasione.

Puoi riceverla gratis* a casa tua semplicemente mettendo un “Mi piace“** alla nostra pagina Facebook e compilando questo form!

* completa di  francobollo e annullo speciale “Peppino Impastato”.
** il “Mi piace” è gradito ma non obbligatorio.

L’annullo riprende una foto che ritrae Felicia e Peppino Impastato (immagine presa da Vaccari News)
Evento Facebook Annullo filatelico dedicato a Peppino Impastato 
Programma completo manifestazioni per il quarantennale

Vedi anche

Peppino Impastato e Giuseppe Puglisi, Poste Italiane dedica due francobolli alla lotta alla mafia

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Siamo lieti di annunciare quest’emissione perché abbiamo personalmente proposto all’associazione Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato di farsi promotrice per questo francobollo per commemorare il 40mo anniversario dell’assassinio di Peppino Impastato.

Lieto evento gemellare, in quanto vede la luce insieme al francobollo celebrativo di don Pino Puglisi, anch’esso vittima della criminalità mafiosa.

I due francobolli ed i relativi annulli primo giorno (Immagine “Vaccari News“)

Di seguito il comunicato stampa del MISE:

​Il Ministero emette il 21 marzo 2018 due francobolli ordinari appartenenti alla serie tematica “Il Senso civico” dedicati alla Lotta alla mafia: Peppino Impastato e Giuseppe Puglisi, rispettivamente nel 40° e nel 25° anniversario della scomparsa, nel valore di euro 0,95.

I francobolli sono stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, autoadesiva Kraft monosiliconata da 80 g/mq; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco); formato carta: mm 40 x 30; formato stampa: mm 40 x 27; formato tracciatura: mm 46 x 37; dentellatura: 11 effettuata con fustellatura; colori: sei; tiratura: seicentomila esemplari per ciascun francobollo.
Bozzettisti: Cristina Bruscaglia, per il francobollo dedicato a Peppino Impastato; Tiziana Trinca, per il francobollo dedicato a Giuseppe Puglisi.

Le vignette raffigurano rispettivamente:

un ritratto di Peppino Impastato, in primo piano su una banda con la scritta “Radio Aut”, da lui fondata nel 1977, affiancato ad una frase dello stesso Peppino: “L’informazione è resistere, resistere è preparare le basi del cambiamento”;
un ritratto di don Pino Puglisi, in primo piano su un gruppo di bambini, affiancato ad una frase del sacerdote: “Non ho paura delle parole dei violenti ma del silenzio degli onesti”.

Completano i francobolli le rispettive leggende “PEPPINO IMPASTATO”, “1948 – 1978” e “PINO PUGLISI”, “1937 – 1993”, la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,95”.
Foglio: quarantacinque esemplari, valore “€ 42,75”.


Aggiornamento

Lunedì 7 maggio a Cinisi l’annullo speciale per il 40° di Peppino Impastato

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1961, la storia del Gronchi Rosa

1961, la storia del Gronchi Rosa

La storia del Gronchi Rosa, il francobollo da 205 Lire emesso nel 1961 dalle Poste Italiane il cui nome deriva dal presidente della repubblica in carica al momento dell’emissione (Giovanni Gronchi) e dal colore rosa scelto per la stampa. Venne ritirato dalla vendita il giorno dopo quello di emissione perché errato.

Come vendere i francobolli

Uno dei momenti di vera crisi per un collezionista è quello in cui intende vendere i propri francobolli.

Crisi che diventa ancor più acuta se l’alienazione viene decisa non dallo stesso collezionista ma dai suoi eredi. Infatti, come è noto, una delle situazioni che si verifica più spesso è quella del filatelista che, dopo aver raccolto per anni i tanto amati rettangolini di carta, è costretto (da un evento del tutto indipendente dalla sua volontà) a lasciarli ai propri eredi. In genere, se fra questi eredi non vi è alcuno che sia mai stato contagiato dal sacro furore del collezionismo, succede che si apra una vera e propria vertenza “post mortem”. Chi è entrato in possesso della collezione del… de cuius può venirsi a trovare in due situazioni del tutto diverse. Qualcuno pensa solo a monetizzare quanto ha ricevuto in eredità e tende a prendere per oro colato le affermazioni sentite, nel corso degli anni, dal collezionista. E, forte della sua totale ignoranza sull’argomento, può essere portato a pensare di avere in mano un tesoro. Viceversa, può anche verificarsi un altro caso sicuramente raro, ma che non deve essere escluso a priori. Alcuni eredi, del tutto irritati dalla passione del loro caro, tendono a sottovalutare ciò che egli ha messo insieme e quindi, appena possono, cedono il tutto (o, peggio ancora, solo i pezzi che valgono qualcosa) al primo che arriva, senza preoccuparsi minimamente di quello che possa essere l’effettivo valore di quella raccolta.

Evidentemente, entrambi questi atteggiamenti sono sbagliati e quindi, per evitare sia che qualcuno s’illuda, sia che qualcuno resti truffato, sarà bene che quanto stiamo per scrivere venga letto con attenzione non solo dai collezionisti, ma anche dai loro potenziali eredi. Comunque, per terminare questa premessa, vogliamo dire che d’ora in avanti ci occuperemo soprattutto di considerare la situazione di qualcuno che, conoscendo abbastanza bene il settore (che è quindi un filatelista) intenda vendere qualcosa.

Eventualmente, sarà compito del collezionista spiegare ai propri eredi il vero significato di alcune affermazioni che faremo e che per il conoscitore vengono date per scontate.
A questo punto, per cercare di chiarire il discorso, sarà bene fare una considerazione di carattere generale. Quando si tratta di vendere, nel nostro settore, sarà bene distinguere tra alcune situazioni tra loro molto diverse, che dipendono da almeno due elementi differenti: a chi si vuol vendere e cosa si intende cedere. Esaminiamo il primo punto. E’ evidente che se un privato vuole cedere ad un altro collezionista, il problema è unicamente quello di riuscire a trovare l’interessato. In questo caso, cioè, la cessione può avvenire a prezzi decisamente elevati in quanto il collezionista privato è disposto a pagare cifre che mai potrebbero essere accettate da un commerciante. In una situazione del genere, tanto per fare un esempio concreto che potrebbe riguardare sia singoli esemplari sia intere collezioni, i prezzi di catalogo scontati di una certa aliquota, anche piccola, potrebbero andare benissimo. Quando si vuole vendere a un commerciante, invece, la situazione cambia completamente. In questo caso, infatti, bisogna tenere presenti due elementi che dovrebbero essere chiaramente emersi da quanto abbiamo scritto fino ad ora in questa rubrica.
Il primo elemento è rappresentato dal fatto che un commerciante che opera nel settore della filatelia non è un filantropo che agisce in vista del bene comune. Il mercante, in altre parole, deve sempre uniformare il proprio comportamento all’obiettivo di realizzare un utile. Quindi, se quell’acquisto gli interessa, e gli può produrre utili, la transazione sarà possibile; altrimenti, niente da fare.
Il secondo elemento da considerare è che qualsiasi commerciante, a causa delle caratteristiche proprie del francobollo (in particolare, a causa della sua improducibilità) è sicuramente sempre interessato ad acquistare ciò che non ha e che il mercato richiede.
Per esemplari del genere anche un commerciante è disposto in genere a pagare prezzi equi, cioè correlati, salvo i giusti sconti, a quelli reali di vendita. Morale: qualsiasi commerciante serio e quindi con un’ampia clientela attiva è sempre disposto ad acquistare ciò che, in un accettabile lasso di tempo, è sicuro di poter rivendere a un prezzo che gli assicuri una giusta remunerazione.

G. Sciltian - "Il filatelico"
G. Sciltian – “Il filatelico”

Esaminiamo ora l’altro aspetto: cosa si intende vendere, distinguendo tra alienazione di un’intera raccolta e cessione di esemplari singoli, Nel primo caso, ciò che occorre realmente chiarire è se l’insieme costituisca veramente qualcosa che non solo sia degno di essere definito “collezione”, ma che anche sia diverso da ciò che comunemente si trova sul mercato.
Chiariamo questo punto fondamentale. Se porto a un commerciante una raccolta completa di francobolli tipo della Repubblica italiana, ho sicuramente in mano qualcosa che può essere definito “collezione”, ma si tratta pur sempre di qualcosa di molto comune. Qualsiasi mercante, per intenderci, ha nei suoi classificatori quasi tutti -se non proprio tutti- i francobolli emessi in Italia dal 1945. Se, invece, la collezione che intendo vendere è qualcosa di diverso (perché è specializzata, perché riguarda non i semplici francobolli ma i loro concreti usi postali e così via) il discorso cambia completamente. E cambia, soprattutto, se quella raccolta è già perfettamente ordinata, montata e descritta (tanto da poter essere tranquillamente esposta). In questo caso basterà infatti trovare un mercante che abbia tra i suoi clienti qualcuno che potrebbe essere interessato ad acquistare un insieme del genere.

Appare a tutti evidente che, in questo secondo caso, se il commerciante è certo di poter rivendere in breve tempo il tutto, così come gli è stato consegnato, la transazione potrà essere effettuata anche a un prezzo interessante. Infatti, in una situazione del genere, il commerciante acquisterà pagando una cifra che è proporzionata a ciò che ritiene di poter ricavare in tempo brevissimo. Nel primo caso, invece, il commerciante non è in realtà interessato a tutto, ma solo a quei pezzi che gli potrebbero servire e che, ovviamente, dipendono da quanto lui già possiede. E qui viene fuori una situazione che, in genere, provoca scandalo nel venditore ma che, se si ragiona un po’, è perfettamente logica. Vediamo di cosa si tratta.

Supponiamo che io voglia vendere qualcosa che, in base ai prezzi di catalogo vale 100. Il commerciante guarda il tutto e mi offre 20. Io, allora, sono portato a considerare questa proposta come particolarmente disonesta. In realtà, cosa è successo? Quel commerciante non è interessato a tutto ciò che io intendo dargli, ma solo ad alcuni pezzi. Pezzi che, per esempio, possono valere 40. Morale: l’offerta del commerciante non deriva dal voler acquistare con lo sconto dell’80% sul catalogo, ma dal fatto che intende comprare con lo sconto 50% ciò che gli interessa veramente. Sconto sicuramente accettabile sul piano commerciale. In altre parole, l’offerta del mercante è perfettamente lecita in quanto commisurata solo ad una parte. Inoltre –per terminare questo argomento- vanno fatte altre due considerazioni fondamentali:

  • non offrite mai ad un commerciante materiale disordinato, non classificato e magari non in ordine (perché il tempo necessario per ordinare il tutto costituirebbe per quel commerciante un notevole aggravio di costi);
  • non offrite mai ad un commerciante collezioni che, anche se belle e di valore, non rientrano tra il materiale che interessa ai suoi abituali clienti.

E veniamo, infine, al caso in cui si intenda vendere solo qualche pezzo e non un’intera collezione. In questo caso, soprattutto se non ci si rivolge ad un acquirente privato, bisogna tenere conto di almeno due fattori fondamentali:

  • i francobolli con le quotazioni minime di catalogo non hanno (come abbiamo già messo in evidenza) alcun valore commerciale: al massimo possono essere venduti a peso a chi realizza composizioni;
  • anche quando si vendono esemplari di quotazione più elevata della minima, bisogna vedere se i francobolli appartengono a serie con valori “chiave”: cioè pezzi con quotazioni molto più elevata degli altri valori della stessa serie. Situazione che si verifica nella grande maggioranza delle serie commemorative del regno.

In questo secondo caso, ciò che conta veramente per il commerciante è l’acquisto di questi valori chiave, e non degli altri esemplari che, in genere, formano le cosiddette “seriette”. Tanto che, se mancano i pezzi più pregiati, si può dire che gli altri, da soli, non valgano assolutamente nulla.

di Benito Carobene*

Da “Qui filatelia”, dicembre 1998.
* Giornalista, collezionista, esperto d’informatica, scrittore. Presidente del Collegio dei probiviri dell’Unione Stampa Filatelica Italiana. Nato a Dire Drua, in Etiopia, il 23/12/1936 si è spento a Milano il 30 luglio 2010.

Nota: i riferimenti al mercato sono relativi al periodo in cui l’articolo fu pubblicato. Oggi molto è cambiato ma ci è parso comunque utile riportare questo scritto poiché in linea generale è sempre valido.


Vedi anche: Consulenze, stime e conto vendita.

Gli oggetti Mario Bros hanno valore?

Mario Bros, il famoso personaggio di Nintendo regna nel mondo del retrogaming fin dagli anni ottanta. Grazie al suo successo nei videogiochi, Nintendo ha lanciato molti prodotti derivati: pupazzi, spille, cartoline … Quale valore dare a questi oggetti Mario Bros?

Pin di Mario Bros
Pin di Mario Bros, © Nintendo. Valore stimato 10 €

Pupazzo Mario Bros
Pupazzo Mario Bros (© Nintendo). Valore stimato € 20.

Storia di un personaggio

Il personaggio di Mario Bros è nato nel 1981 come parte dei giochi Donkey Kong sviluppati da Nintendo. Il suo primo nome è Jumpman. Il suo obiettivo è quello di liberare Pauline, una donzella in difficoltà detenuta dal famoso gorilla. All’epoca Mario era un falegname.

Il nome Mario viene da Mario Segali, proprietario all’epoca dei locali della società Nintendo of America. Non avrebbe avuto un cognome.

Dal 1983 Mario Bros, divenuto nel frattempo idraulico, ottiene un gioco proprio. È un gioco di arcade in cui lui e il fratello Luigi devono combattere le creature nelle fogne di New York. Il gioco non è un successo, ma Nintendo ci crede e ripubblica il gioco di Shigeru Miyamoto sul Nintendo Entertainment System nel 1985. In tutto il mondo verranno vendute quasi 2.280.000 copie del gioco!

 

Cartolina postale
Cartolina postale Mario Bros (©Nintendo). Valore stimato 1 €

 

 

Mario Bros, personaggio emblematico di Nintendo 

Il personaggio estremamente popolare diventa la mascotte di Nintendo . 30 anni dopo, Mario segna la sua seconda generazione perché viene adattato a tutte le console Nintendo. La sua musica è riconoscibile tra mille e fa la gioia di milioni di bambini in tutto il pianeta. Il personaggio viene declinato nei singoli giochi di console portatili e nei giochi multi-personaggi come Mario Kart o Mario Party.

 

 

 

 

Poster
Poster del film Mario Bros, ©Nintendo, Walt Disney Studio. Valore stimato 40 €.

Mario sul grande schermo

Mario Bros è il primo personaggio di videogiochi che ha ispirato un film sul grande schermo. Nel 1993, il film Mario Bros esce con Bob Hopkins, un attore molto popolare al momento, nel ruolo di Mario. Già nel 1990, Mario ha avuto una serie di cartoni animati a 52 episodi in cui il suo universo si è ampliato, rivelando i personaggi di Toad il fungo e Peach. A loro fianco, e con l’aiuto di suo fratello Luigi, ha ostacolato i piani di re Bowser.

Gioco
Gioco Mario Bros per Commodore64, © Nintendo

 

 

 

Ma Mario, sono anche t-shirt, poster, portachiavi, peluches… In breve, un intero universo di materiale da collezionare.

 

 

 

 

 

 

 


© Tutti i marchi sono dei rispettivi proprietari.

Fonte https://blog.delcampe.net/objets-mario-bros-ont-de-valeur/

Borsa-Scambio di Collezionismo – Palermo, domenica 21 maggio 2017

Borsa-Scambio di Collezionismo – Palermo, domenica 21 maggio 2017

 

Domenica 21 maggio 2017 dalle ore 10, presso Magneti Cowork si svolgerà la IV edizione della Borsa-Scambio di collezionismo e oggetti di antiquariato’, manifestazione dedicata al collezionismo, organizzata dalla storica Filatelia Negrì.

«Collezionare fotografie è collezionare il mondo», scriveva Susan Sontag. La manifestazione Borsa-Scambio di collezionismo è una piccola breccia nel mondo della quotidianità, un’intera giornata dedicata alla macchina dei ricordi alle bellezze senza tempo. Correva l’anno… la bambola con cui prendevamo il the alle cinque del pomerigio, il camion dei pompieri, la scatola di latta dei biscotti in cui nascondevamo la collezione di soldatini in plastica, la moneta che il nonno conservò durante la guerra, il francobollo dei bisnonni quando arrivarono in America o quello emesso per i Mondiali di calcio Italia ’90, la scheda telefonica e i vecchi gettoni delle cabine telefoniche, i giochi a molla, le sorprese kinder, il vinile introvabile, le figurine Liebig, i minerali e le conchiglie,  le  vecchie prime edizioni di giornali e fumetti, il libro che pensavi non avresti mai trovato, questo e tanto altro.

L’iniziativa, che ha già riscosso successo nelle precedenti edizioni, promuove il collezionismo e lo scambio tra appassionati del genere, ma è anche un mondo aperto a tutti quelli che voglino muoversi tra ricordi e passato, e a chi ha sempre voluto scoprire l’arte del collezionismo. Un appuntamento da non perdere.

Per chi volesse partecipare come espositore può scaricare la pagina di adesione e il regolamento nella pagina Facebook dell’iniziativa ‘Borsa-Scambio Palermo’, o all’indirizzo web www.filatelianegri.it/borsacollezionismo. Sarà possibile scegliere il tipo di stallo e consultare i costi. L’ingresso è gratuito per chi volesse visitare la manifestazione.

Allora, che aspettate a fare un viaggio nel tempo? Perché, come scrisse Marco Belpoliti, ne suo articolo ‘Colleziona, colleziona, qualcosa resterà’ (La Stampa, 2015): «Il vero collezionista è un bambino che ha appreso la difficile arte di abitare nelle cose che ha raccolto, senza fine».